Skip to main content

Nucleare smart ed energie rinnovabili

|

Forse per molti è un’ovvietà ma  l’energia garantisce  lo sviluppo dei paesi e con l’energia si possono anche fare le guerre (ne sappiamo qualcosa!). L’energia infatti è benessere e  sviluppo, e senza di essa non si cresce e non si riesce a vivere bene. Se ci fosse in tutti questa consapevolezza è chiaro che la demagogia e il populismo sarebbero subito banditi dal dibattito della politica energetica, perché quando la politica si sofferma sulla demagogia e sul populismo, fa dei danni e i danni, sulle questioni energetiche, li pagano cari soprattutto imprese e cittadini!

Soffermiamoci quindi sull’energia nucleare e le rinnovabili. 

Il 2010 era l’anno del  rinascimento del dibattito sul nucleare; ma già subito nel 2011 con  Fukushima questo movimento è stato stroncato sul nascere. 

In molti già ai tempi si chiedevano, ma nell’interesse di chi? 

C’erano (e ci sono) interessi nascosti o c’era (o c’è) soltanto mera ignoranza o comunque volontà di non affrontare il problema? 

Oggi questa riflessione è importante farla anche in senso più generale. Faccio l’esempio di quello che succede sui mercati finanziari. 

Quando  vediamo un’azienda che, senza fare grandi manovre finanziarie  la sua azione al mattino vale 80 euro, la sera vale 50, la mattina dopo vale 70, ci sorge spontanea una domanda: ma chi ci sta prendendo in giro? Sicuramente non credo che siano i piccoli risparmiatori e i pensionati che la mattina vanno a vendere le azioni e la sera le vanno a ricomprare. C’è qualcosa d’altro, e quindi anche nel nucleare, a mio parere, c’è stato e c’è qualcosa d’altro. Forse interessi forti, concentrati a demolire una logica di modernità?

Perché il nucleare è una cosa moderna seppur antica di 13 miliardi e mezzo di anni fa.

Qualcuno dice una capocchia di spillo, qualcun altro lo definisce come una piccola sfera e poi il Big Bang! E Da lì, da energia pura è nata la materia. 

E da lì in avanti l’universo è retto solo dalle leggi legate alle reazioni nucleari. Il fotovoltaico in realtà è figlio di una reazione nucleare, perché nel sole ogni istante, c’è una fusione continua dell’idrogeno (fusione nucleare)  che produce energia che poi farà il fotovoltaico. 

Quindi, le reazioni nucleari sono alla base delle leggi della natura. E allora come si può immaginare di buttare nella spazzatura un concetto che, da una quantità di materia che sta nel pugno di una mano, produce tanta energia pulita quanta se ne produce da 5 o 6 petroliere che navigano negli oceani? 

Come si può difendere e andar contro questo principio solo sbandierando il concetto dell’ignoranza? In un momento in cui in rete puoi trovare qualsiasi informazione per cui   l’ignoranza non è più ammessa perché le informazioni girano a tutti. Quindi a pensar male si potrebbe anche dedurre che in alcuni casi la rete serva anche a veicolare  gli interessi di pochi per pilotare  il pensiero di tanti creando mode e ideologie pro alcuni temi e contro altri?

Comunque nel campo energetico oggi più che mai siamo alla ricerca di risposte alternative, il mix delle fonti di energia pulita è fondamentale e anche qui inviterei a riflettere sulla necessità di non farsi piegare dagli slogan. 

Noi non abbiamo bisogno di cosiddette fonti rinnovabili  dietro cui si possono nascondere nefandezze. Noi dobbiamo parlare di fonti che producono energia a basso costo e che non siano inquinanti. Se poi per fare questo si  usa il nucleare o altri strumenti, non importa. Non è il concetto del fare il rinnovabile in sé che fa testo o che fa legge; il nostro problema è che dobbiamo produrre energia a basso costo, non inquinante. 

A basso costo per aumentare e aiutare lo sviluppo dell’umanità; non inquinante perché non possiamo lasciare e consegnare ai nostri figli e ai nostri nipoti uno schifo di pianeta. Allora, l’altra riflessione che voglio condividere  è  quello che succede a livello internazionale. 

Negli Stati Uniti l’energia non è mai stata un problema . Sono sempre stati molto laici, hanno seguito per certi aspetti il discorso del nucleare. Non ci sono mai state grandi concentrazioni o grandi aziende internazionali. 

In Europa le posizioni sono molto chiare. Da un lato la Francia: era ed è nuclearista convinta, non ferma, anzi aumenta e riqualifica le centrali nucleari. Quindi di nuovo qui mi chiedo: noi abbiamo fatto la battaglia per non fare il nucleare perché abbiamo paura delle scorie radioattive? Ma le centrali francesi sono appena aldilà della frontiera! E le radiazioni non si fermano certo a mostrare il passaporto alla frontiera! Tranquillamente passano le Alpi e arrivano a casa nostra. Quindi, il concetto che noi abbiamo fatto una battaglia per uscire dal nucleare, ma che non andiamo in Francia per obbligare i francesi a chiudere le loro centrali, mi sembra un atteggiamento veramente poco serio. 

La Francia ha comunque riaffermato il principio: lì è e lì ci sta. Per un momento provate a immaginare se domani la Francia dovesse fermare le centrali: il Paese va in default, l’Europa salta per aria, noi tutti andiamo in recessione.

La Germania da parte sua non vuole piegarsi alla supremazia francese del nucleare e quindi ha detto: io il nucleare non lo faccio, faccio altre cose. Nel frattempo la più grande azienda elettrica tedesca locale qualche anno fa ha chiuso i bilanci, dichiarando perdite o minor guadagni in modo rilevante, anche derivante dalla chiusura della centrale nucleare in Germania ed esponendo il paese ad una dipendenza ancora più totale dal gas russo. 

E veniamo In Italia. All’inizio del 900 il nostro paese e cominciato a produrre energia idroelettrica (fatta in gra parte con Aziende comunali) e da qui cominciò un grande sviluppo culturale e scientifico. Negli anni 30 Fermi sviluppò in maniera straordinaria la ricerca sulla fisica nucleare che fu alla base di tutti gli esperimenti nucleari degli Stati Uniti. Con Enrico Mattei venne poi avviata nel dopoguerra un inizio di politica energetica molto significativa, che ha contribuito  in maniera enorme alla crescita economica industriale della nostra Italia. 

Eravamo un paese all’avanguardia, ma quando abbiamo toccato interessi così sensibili per la nostra indipendenza energetica, abbiamo subìto violente battute d’arresto ed è poi iniziata una fase di decadenza, con una  politica energetica che possiamo definire subalterna agli equilibri geopolitici e dormiente. C’è stata una ideologizzazione del problema, per cui energia, invece che voler dire solidarietà – perché lo sviluppo è solidarietà, è crescita – è stata vista come un qualcosa che può danneggiare la salute dei cittadini. 

Ma come si fa a dire che una centrale a gas, una centrale a petrolio sia meno dannosa per la salute dei cittadini di una centrale nucleare, se si vuol essere oggettivi nelle valutazioni. Vi darò alcune semplici indicazioni sul tema. 

Noi  oggi importiamo il 15/20 % dell’energia elettrica dall’estero che è prodotta col nucleare e la paghiamo  il 30% in più. Chi paga questo sovrapprezzo? Naturalmente i costi ricadono su cittadini e imprese!

Quanti sanno che ci sono 15 centrali nucleari entro 200km dai confini del nostro paese? Quindi abbiamo le centrali nucleari, essendo perciò esposti ai rischi come se fossero a casa, però importiamo l’energia nucleare e la paghiamo anche di più!! 

Inutile ricordare che il sistema imprenditoriale italiano anche per le cause sopra descritte sconta da tempo un gap energetico rispetto a molti Paesi concorrenti. 

Bisogna perciò che tutti gli sforzi vengano rivolti ad alleviare i costi energetici delle imprese. E’ sufficiente mettere in confronto il nostro con i Paesi europei dove l’energia costa sensibilmente meno, per vedere come l’Italia sia l’unico Paese quasi interamente dipendente da idrocarburi importati, che incidono fortissimamente sui costi di produzione, mentre gli altri paesi hanno carbone e nucleare per equilibrare. 

In attesa del nostro mix ideale, non ci resta che augurare che vengano realizzati presto e bene i programmi avviati, primo fra tutti quello per il ritorno al nucleare, di cui coraggiosamente (seppur ancora troppo timidamente) oggi si ricomincia a parlarrne anche sui tavoli del governo. E nel frattempo trovare il modo di massimizzare l’efficienza energetica, tema che interessa non solo le imprese, ma tutti i cittadini che hanno una consapevolezza del ruolo centrale che ormai l’energia ha nella nostra vita quotidiana.

La sanguinosa guerra in corso tra Russia e Ucraina avrà conseguenze immediate e drammatiche su tutto il quadro prima descritto. Immaginate perciò da soli come sia fondamentale per il nostro Paese, per le imprese, per tutti noi cittadini che questi temi vengano subito affrontati con molto coraggio e con tanta competenza, soprattutto avendo a cuore l’indipendenza dell’Italia e l’interesse dei nostri concittadini. 

Mariangela Padalino

Tutto ciò che uno fa deve farlo con passione, entusiasmo in libertà, senza mai arrendersi.
Coerenza, lealtà e correttezza sono elementi imprescindibili per qualsiasi risultato che duri nel tempo e che crei fiducia.

Per conoscere di più le mie attività