Mariangela Padalino

Benvenuto nel mio blog. Uno spazio dove puoi leggere articoli che trattano temi a cui ho dedicato la mia vita professionale.

Coronavirus? Anno bisesto, anno funesto

E il 2020 è sicuramente in linea con il significato  di questo detto popolare.

Una sciagura si è abbattuta sul mondo ma  facciamo qualche analisi  generale sulla crisi pandemica e sulle scelte del governo centrale  e delle regioni in italia

Un tema fondamentale della concezione liberale (nella quale si collocano le società occidentali e  il nostro paese) sta nella contraddizione mai risolvibile tra la liberta degli individui e la sicurezza che è loro garantita dallo Stato.

Una società aperta chiede il primato degli individui e della società civile rispetto allo stato che si vorrebbe avesse un ruolo minimo. In realtà la politica e lo Stato mantengono un ruolo molto maggiore di quanto auspicato dall’individualismo liberale e ciò limita la libertà: in questo momento di pandemia questo meccanismo è ancora più evidente.

Diverse Sono le teorie in merito a soluzioni che possono contenere l’invadenza dello Stato e quindi la minaccia della Libertà. Una teoria è di tipo economicista: ” la libertà economica è la principale condizione per la sussistenza delle libertà politica “. La seconda è di tipo sociologica fondata sul pluralismo di  tanti centri di potere indipendenti. La condizione di questo pluralismo sociale sta nell’esistenza di una numerosa e diversificata classe media. Due teorie, quelle citate sopra,  che in questo preciso periodo storico sono deboli  non permettendo già in tempi normali un giusto equilibrio di potere.

Nelle democrazie la cui Costituzione non prevede uno stato d’eccezione, come quella italiana,  il potere emergenziale si costituisce  di fatto. Anche Cossiga nel 1986 invierà un messaggio alle camere chiedendo chiarezza su quanto la Costituzione non chiarisce in caso di crisi del genere (non guerre) e passando ai giorni nostri anche lo stesso  costituzionalista Cassese afferma che una pandemia non è una guerra ma una crisi eccezionale di cui  la nostra costituzione  non ne regolamenta i processi.

Per molti  motivi abbiamo quindi affrontato questa  emergenza impreparati e il diritto dell’emergenza è diventato a sua volta un’emergenza.

Ciò ha determinato confusione a tutti i livelli. Forse  invece di abusare dei decreti del Presidente del Consiglio dei Ministri sarebbe bastato ricorrere ai decreti presidenziali così da evitare il percepimento di una pretesa sovrana che è sembrata troppo forte. Ma non tutto però è additabile a tale fatto  e al governo:  un  equilibrio instabile tra poteri regionali e poteri centrali , una debolezza dell’esecutivo, una  fragilità del sistema dei partiti sono parte integrante del cronico squilibrio italiano.

Sui giornali viene evocato un nuovo 2011. Allora la pressione della crisi dei debiti sovrani costrinse Berlusconi a passare il testimone a quello che definiamo il governo di ricezione del partito europeo  di Mario Monti .

Oggi il conte bis ha nel voto di fiducia la commissione Von Der Leyen il suo autentico atto di nascita . Un atto che ha  sbarrato la strada ai  sovranisti europei  in quanto  ha allentato di fatto l’dea originaria europeista grillina . e la  discussione sul Mes ha mostrato tutta  la sensibilità grillina sui temi antieuropei impugnati da Matteo Salvini e Giorgia Meloni , e la presa di distanza di Berlusconi ha finito  col mettere in scena la spaccatura del centrodestra.

Siamo ormai entrati nella parabola discendente del contagio si apre un secondo tempo della crisi pandemica dominato dall’impatto delle sue conseguenze finanziarie economiche e sociali . Nei prossimi mesi lo scenario rischia di peggiorare e si ritiene difficile che il governo possa reggere. Forse meglio subito un governo con un esecutivo di coesione nazionale, composto dai migliori professionisti ed esponenti della politica. E forse un governo di accezione del partito europeo in questo periodo  riconfigurerebbe anche lo scenario politico italiano.

Questa crisi è totalmente inedita e non abbiamo mai vista una così  in tempo di pace che rallentasse  a tal punto l’economia per salvare vite umane. Ci  sarà molto probabilmente una forte recessione con un fatto inevitabile sul commercio internazionale ma  quello che è certo è che è  in atto una crisi ideologica del pensiero liberista.

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